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In circolo è una serie di interviste e chiacchierate con i nuovi circoli ARCI in città, per scoprirne i progetti e le attività e conoscerne idee, sogni e prospettive.
Siamo andat3 a trovare Teatrinindipendenti, un’associazione che si dedica al teatro di figura e non solo, con uno spazio in continua trasformazione tra laboratorio e messa in scena.
Iniziamo dalla presentazione della vostra associazione
Teatrinindipendenti nasce nel 2005 come consorzio di compagnie bolognesi per fare cose assieme. Siamo partiti in cinque e ora attivi siamo sostanzialmente tre. Noi lavoravamo e lavoriamo nel mondo del teatro, parte da lì la nostra passione per i burattini: un lavoro completo che parte dalla costruzione fino alla messa in scena. Per questo, il nostro spazio nasce, prima, come laboratorio, per noi indispensabile, ad Anzola dell’emilia e poi ci siamo trasferiti qui in Bolognina. Siamo partiti organizzando festival e rassegne, da quattro anni organizziamo la rassegna in cirenaica e bolognina all’interno di Bologna Estate come teatro di figura e poi abbiamo deciso di utilizzare questo spazio non solo come laboratorio ma anche per gli spettacoli. Dal 2021 abbiamo preso questo spazio ma l’apertura al pubblico è stata effettivamente circa un anno fa.
Come gestite la convivenza tra laboratorio e spettacoli in questo spazio?
Questo è uno spazio in continua evoluzione, si adatta, non è un circolo come gli altri, non siamo aperti sempre ma solo per gli eventi. In base ai giorni in cui qualcun3 passa si trova sempre una sala e scenografia diversa: una volta si trova la platea, una volta non c’è il palco e così via. Anche perchè oltre ai nostri spettacoli, che ora sono a cadenza settimanale, mettiamo a disposizione lo spazio per il corso di yoga, il laboratorio di psicofonia e poi, appunto, noi qua dentro costruiamo tutte le figure e strumenti per il teatro di figura e per gli spettacoli.
Nello specifico, che tipologia di spettacoli proponete?
Un po’ di tutto, non ci piace catalogare anche perchè abbiamo un pubblico molto vasto e trasversale ed è bello proporre cose che non si aspettano. Stiamo sondando il terreno, cercando di capire anche cosa piace di più. Abbiamo fatto, per esempio, uno spettacolo di stand up comedy e teatro di figura per adulti e sono stati molto apprezzati, però sperimentiamo anche con concerti. Poi va anche in base a ciò che ci propongono: molto spesso capita che chi viene a vedere uno spettacolo poi abbia una compagnia a sua volta e si propone per metterlo in scena da noi. Un po’ un passaparola, insomma.
La scelta della sede in Bolognina deriva da un vostro desiderio?
Innanzitutto io abito qui, quindi è perfetto (ride) e poi lo conosco e riconosco che è un quartiere molto vivo culturalmente. Molti circoli Arci stanno nascendo qui e proponiamo tutte cose differenti e vediamo che dal quartiere c’è molta partecipazione e voglia di assistere a progetti differenti.
Obiettivi futuri?
In cantiere abbiamo dei laboratori che vorremmo far partire da gennaio o che comunque sono in agenda: sicuramente quello legato al teatro di figura, quello di disegno, in generale vorremmo aprire lo spazio nel pomeriggio per laboratori per bambin3; a gennaio ci sarà uno spettacolo di commedia dell’arte e poi vorremmo sicuramente dedicarci al teatro comico a 360 gradi. Progetto a lungo termine sicuramente quello di creare un laboratorio teatrale permanente.
Cosa vi differenzia dagli altri?
Sicuramente ciò che proponiamo è nuovo nel quartiere e non solo. È diverso anche il concetto, come utilizziamo lo spazio e come costruiamo gli spettacoli.
3 parole che vi descrivono.
incoscienza, sperimentazione, piccoli ma grandi.



