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FAMMI SPAZIO! la ricerca di Arci Bologna, Fondazione Unipolis e Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna
Una ricerca sugli adolescenti di Bologna per co-progettare spazi di aggregazione e relazione
Si è svolta lunedì 14 aprile al Circolo DAS – Dispositivo Arti Sperimentali di Bologna, la presentazione pubblica della ricerca “Fammi Spazio! La partecipazione culturale giovanile a Bologna per attivare azioni di welfare culturale”, un progetto promosso da Fondazione Unipolis, Arci Bologna e dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, con il coinvolgimento attivo del Circolo DAS, centro culturale che ospita e promuove pratiche artistiche e formative in ambiti diversi con particolare attenzione a percorsi rivolti a giovani e adolescenti.
L’indagine si inserisce all’interno del progetto Fammi Spazio!, nato con l’obiettivo di entrare in contatto diretto con le giovani generazioni per intercettarne bisogni, desideri e aspettative e con l’intento di co-progettare uno spazio culturale di aggregazione che nascerà all’interno del circolo Arci DAS, centro di ricerca e produzione artistica in via del Porto 11/2.
Il percorso di ricerca, sviluppatosi tra giugno 2023 e dicembre 2024, si è articolato in tre fasi: dall’ascolto qualitativo attraverso focus group, alla somministrazione di un questionario quantitativo a oltre 1200 adolescenti fra i 14 e i 19 anni delle scuole superiori bolognesi, fino a una serie di interviste a professionisti attivi nei mondi dell’educazione e della cultura.
I risultati emersi delineano un quadro complesso, ma ricco di spunti. La dimensione digitale si conferma centrale nella quotidianità dei giovani: lo smartphone è il dispositivo più usato (95%), seguito da PC/laptop (45%) e tablet (25%). È attraverso questi strumenti che si sviluppano i principali interessi culturali: musica (32,8%), videogaming (24,5%), cinema e serie TV (19,9%). Minori, ma presenti, le percentuali relative ad attività come scrittura, danza, disegno, fotografia, teatro e podcast.
Le fonti da cui proviene l’ispirazione per coltivare tali interessi sono fortemente connesse alla dimensione relazionale tra pari: il 50% indica amici e compagni di scuola come principale riferimento, seguiti dai social media (44,7%). Più distanti famiglia (26,7%), insegnanti (6,5%) ed educatori (2,1%). Anche la condivisione degli interessi avviene prevalentemente all’interno di questi stessi contesti orizzontali, fisici o digitali, confermando la centralità del “gruppo dei pari” come spazio di riconoscimento e legittimazione.
Uno degli aspetti più significativi riguarda gli spazi della fruizione culturale: il 90,3% dei rispondenti individua la casa come luogo principale per coltivare passioni e interessi, seguita dalla scuola (29,2%) e da contesti di passaggio come i mezzi pubblici. Tuttavia, la partecipazione ad attività culturali in presenza (concerti, mostre, eventi, ecc.) risulta complessivamente ridotta: quattro adolescenti su dieci non vi partecipano mai, due su dieci lo fanno con cadenza mensile, gli altri occasionalmente. Il dato sulla centralità della casa evidenzia una mancanza strutturale di spazi pensati con e per i giovani, dove poter esprimere e sviluppare i propri interessi in modo libero e condiviso. Una condizione che rende sempre più urgente immaginare e realizzare luoghi culturali accessibili, accoglienti e realmente inclusivi.
Accanto agli interessi culturali, la ricerca ha indagato anche le forme di impegno civico e attivismo. Le esperienze raccontate spaziano tra tutela ambientale, partecipazione scolastica, volontariato con migranti e persone con disabilità, attività legate alla comunicazione, alla politica e alla solidarietà. Questi interessi vengono coltivati soprattutto attraverso scelte quotidiane e stili di vita, ma anche tramite assemblee, manifestazioni e iniziative culturali di quartiere.
Nella parte finale del questionario, agli adolescenti è stato chiesto di immaginare uno spazio creativo ideale, le caratteristiche considerate più importanti sono state: la possibilità di libera espressione (oltre il 40% delle risposte “molto importante”), la sicurezza del luogo, la presenza di strumenti per sviluppare i propri interessi e la possibilità di fare nuove amicizie.
L’analisi dei dati fornisce indicazioni preziose per progettare spazi e politiche culturali più vicine ai bisogni delle nuove generazioni. In particolare le relazioni amicali si rivelano cruciali nella costruzione dell’identità e nella condivisione degli interessi: è fondamentale pensare a contesti che favoriscano l’interazione e la socializzazione.
Gli interessi culturali sono spesso coltivati da soli e in ambito domestico, ma anche attraverso piattaforme digitali: è necessario superare la dicotomia tra digitale e “presenza” e pensare a spazi culturali capaci di integrare entrambe le modalità di partecipazione.
Emerge infine un forte desiderio di sperimentare, creare, mettersi alla prova: ogni nuova proposta culturale dovrebbe garantire libertà espressiva, inclusività e accesso concreto agli strumenti per farlo.
Grazie a un primo contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il progetto di realizzare uno spazio con e per gli adolescenti si è avviato all’interno del DAS, con il laboratorio partecipato “Costruire Bellezza”, che ha coinvolto ragazze e ragazzi dai 14 ai 19 anni nella realizzazione di percorsi artistici da sperimentare all’interno del centro culturale. Un primo passo per la creazione di un vero e proprio circolo co-gestito da adolescenti che Arci Bologna punta a inaugurare nell’arco di un anno.




