
Orgoglio Antifascista – 80 anni di Liberazioni la campagna di Arci e CHEAP arriva a Bologna
22 Aprile 2025
Verso il Referendum dell’8 e 9 giugno: la Carovana per la Cittadinanza arriva a Bologna
13 Maggio 2025In un mondo segnato da guerre, dittature e disuguaglianze crescenti, milioni di persone sono costrette a fuggire dalle proprie case. Le rotte migratorie tradizionali sono diventate sempre più pericolose, segnate da violenze, naufragi e abusi.
In questo contesto, i corridoi umanitari rappresentano una risposta concreta, solidale e politica. Sono vie di accesso sicure e legali che permettono a rifugiatɜ e richiedenti asilo di arrivare in Italia senza dover rischiare la vita in mare o nelle mani dei trafficanti.
ARCI è da sempre impegnata in prima linea nella difesa dei diritti umani, dell’antirazzismo e dell’inclusione sociale. L’attivazione dei Corridoi Umanitari, per ARCI, non è solo un gesto umanitario, è una scelta politica che mette in discussione un sistema che respinge, seleziona, criminalizza chi cerca un futuro.
«Per noi l’accoglienza non è emergenza, è cultura politica. È costruzione di comunità»
Afghanistan: salvare chi è statə lasciatə indietro
Dopo l’agosto del 2021, con la riconquista dell’Afghanistan da parte dei talebani, la situazione è precipitata per donne, attivisti, giornalisti, persone LGBTQI+. ARCI ha risposto aderendo al progetto “Call for Afghanistan – Corridoio per la libertà”, insieme ad altri attori della società civile come Sant’Egidio, Caritas, Tavola Valdese e Soka Gakkai.
Chi è statə accoltə?
- Donne sole con bambinɜ
- Persone perseguitate per motivi politici o di orientamento sessuale
- Difensorɜ dei diritti civili
- Intellettuali e artistɜ minacciatɜ
Gli arrivi
- 2022: 87 persone accolte da rifugi in Pakistan e Iran
- 2024: 191 rifugiatɜ arrivatɜ in sicurezza grazie alla rete dei corridoi umanitari
Una rete di appartamenti, Circoli Rifugio ARCI e famiglie ha garantito una accoglienza dignitosa, con sostegno legale, sanitario e percorsi di inclusione.
Libia: liberare chi è bloccatə nei centri di detenzione
Da anni, la Libia è un inferno per chi tenta di fuggire verso l’Europa. Detenzioni arbitrarie, torture, abusi sessuali. In risposta, nel dicembre 2023 è stato firmato un protocollo tra ARCI, altre organizzazioni e il Governo Italiano per evacuare 1.500 persone in tre anni.
Gli arrivi
- Marzo 2024: 97 rifugiatɜ arrivano in sicurezza all’aeroporto di Fiumicino
- Febbraio 2025: 139 persone, tra cui 69 minori e 39 donne, salvatɜ da detenzione
- Luglio 2025: 63 persone accolte con i corridoi umanitari, con più voli e in piccoli gruppi
Tra loro: persone provenienti da Eritrea, Sudan, Siria, Somalia, Sud Sudan, Palestina. Moltɜ avevano vissuto per anni in condizioni disumane. Anche in questo caso, i Circoli Rifugio ARCI si sono attivati in tutta Italia per l’accoglienza, con il supporto di Medici Senza Frontiere (per la selezione sanitaria) e con il sostegno dei fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
Accoglienza come bene comune.
Cambiare le regole, non solo accogliere.
ARCI ha scelto un modello di accoglienza diffusa, basato su: appartamenti integrati nel tessuto sociale, percorsi di autonomia, incontri tra culture e attività partecipate nei territori. Non si tratta solo di “ospitare”, ma di ricostruire comunità inclusive. Questo approccio contrasta con le logiche emergenziali e securitarie che dominano spesso il discorso pubblico sulle migrazioni.
Per ARCI, i corridoi umanitari sono una risposta concreta, ma anche una denuncia delle politiche migratorie europee che bloccano, respingono, delegano il controllo delle frontiere a Paesi non sicuri.
“I corridoi umanitari dimostrano che un’altra politica è possibile. Che è possibile accogliere con dignità. Che la solidarietà è più forte della paura.”
ARCI continuerà a battersi per un mondo in cui nessunə debba morire per cercare salvezza, e in cui le persone migranti siano riconosciute come portatrici di diritti, di speranza e di futuro.



