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“Costruire bellezza” è un progetto che si sviluppa da febbraio a novembre 2026 a cura di Officine Solidali, Arci Bologna e DAS – Dispositivo Arti Sperimentali, grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Una decina di ragazzə under 25 hanno avuto l’opportunità di incontrare artistə che partecipano a Collagene 2026 – la rassegna multidisciplinare curata da DAS – Dispositivo di Arti Sperimentali dedicata ai linguaggi del contemporaneo, alla sperimentazione, all’ibridazione tra le arti – e dialogare così sullo sviluppo delle loro pratiche artistiche.
La costruzione di progetti culturali e il loro funzionamento, sono temi molto vicini a chi ha partecipato e che in diverse maniere si occupa di arte. Anche DAS è una associazione di e per giovani e opera come Circolo Culturale affiliato ad Arci Bologna: per questo, a fine giugno, è stato organizzato un incontro con Francesca Santucci, responsabile del coordinamento dei Circoli Arci Bologna, per approfondire il funzionamento dell’associazionismo in Italia e la struttura di ARCI.
L’incontro è stato organizzato in vista della trasferta a Tolosa, tenutasi tra il 9 e il 12 luglio 2026, di alcune delle persone che hanno partecipato al laboratorio, per incontrare altre associazioni culturali, scoprirne somiglianze e differenze e misurare il clima culturale della città.
L’arrivo a Tolosa
In un caldo giovedì di luglio, accompagnatə da Sonia e Fabio, partiamo in aereo da Bologna in direzione Tolosa. Prendiamo, boccheggiando, la coincidenza a Roma di corsa e finalmente ci troviamo in Francia: ad aspettarci per cena sono Myriam e Maud, collaboratrici della Ligue de l’enseignement, l’associazione francese che siamo venutə a conoscere che si occupa di educazione popolare proponendo attività educative, culturali, sportive e ricreative.
Dopo un rapido assaggio di Tolosa sotto le luci della notte – una città che a qualcuno pare la cugina di Bologna e ad altri la sorella di Roma -, ci guardiamo intorno, respirando la calura e il fermento per la partita Francia-Marocco che si tiene quella sera stessa. Mentre iniziamo a prendere confidenza tra noi conosciamo Maud, che ci accompagnerà anche nelle serate al di fuori degli incontri programmati.
Alla scoperta dei circoli culturali
Il venerdì mattina seguente siamo prontə per la vera esplorazione: giriamo il quartiere vicino al nostro ostello, gremito di giovani e artistə, passando per altri circoli culturali, tra i quali scopriamo anche La cave Poèsie, un teatro sotterraneo in ristrutturazione che ha ospitato poeti che hanno influenzato il panorama letterario contemporaneo.
Suggestionatə dal quartiere vivo e acceso, raggiungiamo un altro sotterraneo in cui si ritrova la Compagnie Jeu de Mômes, un gruppo di teatro di improvvisazione under 18. Il gruppo è composto da persone di età molto diverse che mettono in scena un piccolo spettacolo preparato per noi alternato a momenti di improvvisazione partecipata. L’atmosfera è leggera e giocosa: pranziamo e giochiamo con loro.
Nel primo pomeriggio, attraversiamo la città e ci troviamo davanti a un edificio coperto di graffiti dal quale proviene un ritmo scandito di musica hip hop; all’interno scorgiamo un gruppo di bambinə, impegnatə nelle prove per un saggio che si terrà poco dopo di fronte ai genitori. Il posto è gestito da Association Ldanse, che si occupa di diffondere i valori della cultura hip hop in senso lato, spaziando tra danza, brea kdance, musica, rap, graffiti e immaginario visivo. Finiamo la giornata con una passeggiata lungo la Garonna, lasciandoci guidare dalle parole di Maud che ci racconta la città.
Giovanissimə e il Manga Touch
Sabato, poco fuori dal centro di Tolosa, raggiungiamo Espace Monestié a Plaisance-du-Touch, un grande edificio culturale con diversi spazi, sede della Junior Association “Manga Touch”. Ci raccontano come funziona l’associazione: sono tuttə under 18 organizzate in ruoli e funzioni a seconda della predisposizione di ognuna; sono riuscitə a costruire un festival, ormai alla sua quarta edizione, dedicato alla cultura giapponese, portato avanti con un impegno che si sente in ogni parola. Ci accolgono, ci raccontiamo a vicenda chi siamo, e restiamo affascinatə dal modo in cui un gruppo di ragazzə così giovani sia riuscito a mettere in piedi qualcosa di così grande.
La sera si chiude nella piazzetta davanti all’ostello, che ormai ci sembra di conoscere, con birre e sorrisi. Tra noi chiacchieriamo di arte, di attivismo, di assemblarci e costruire. Quattro giorni tra circoli culturali, teatri sotterranei e giovanissimə che costruiscono festival da zero ci hanno mostrato un associazionismo vivo e presente. Torniamo la domenica a Bologna entusiaste con contatti nuovi, uno scambio da ricambiare e la conferma che, in Francia come in Italia, costruire comunità parte sempre dal basso.
Testo a cura di Alessia Ghiro @alessiaaghiro



